Studio Legale Associato
Avvocati Pierluigi Armando, Attilio Martino,
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avvocato, consulenze giudiziali, studio civile

Presso lo Studio associato delgli avvocati Armando Martino Russo, situato a Cuneo, in corso NIzza 7 potrete richiedere assistenza e consulenza in:

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UN ESEMPIO DI DIFESA Nell'antichità

Un estratto dall'orazione di lisia, "per l'olivo sacro"

diritto penale, tribunale, tutela legale

L'esigenza di difesa non è certo nata del nostro tempo. Sin dall'antichità la figura dell'avvocato era presente nella società.

D'altronde il sostantivo "avvocato" deriva dal latino "advocatus", ovvero "colui che è chiamato a difesa".

In particolare, nell'antica Grecia, esisteva la figura del logografo, ovvero di colui che predisponeva discorsi scritti per i clienti, che li avrebbero poi pronunciati di persona in tribunale.

Il brano che si propone è un interessante spaccato del sistema giudiziario del tempo.

In questa orazione, intitolata "Per l’ulivo sacro", Lisia, logografo del V secolo a.C., pone infatti la propria bravura al servizio di un piccolo proprietario terriero, trascinato in giudizio, inizialmente, con l’accusa di avere sradicato dal proprio terreno un ulivo sacro in piena vegetazione, reato sacrilego punito ad Atene con l’esilio e la confi sca dei beni. In un secondo tempo l’accusa era stata quindi derubricata a quella di aver danneggiato il cosiddetto “seros”, termine che identifica il recinto che custodiva il troncone di un ulivo sacro danneggiato e quindi, per estensione, il troncone stesso.

La lettura di questo passo fa luce su alcuni aspetti del diritto e della vita giudiziaria di Atene: uno per tutti il ruolo dei cosiddetti sicofanti, termine spregiativo di etimologia incerta con cui erano bollati quei privati cittadini che intentavano processi contro terzi in caso di atti lesivi dell’interesse pubblico, per lo più con la speranza di un tornaconto personale (qualora infatti l’imputato fosse stato giudicato colpevole, l’accusatore riceveva un indennizzo pecuniario; viceversa, in caso di assoluzione, chi aveva presentato la denuncia rischiava una multa e persino l’atimia, la perdita dei diritti civili).

"1. Prima, o giudici, consideravo essere lecito a chiunque, purché se ne stia tranquillo, non avere né processi né seccature; ora invece sono incappato in accuse tanto inaspettate ed in accusatori tanto malvagi che se mai fosse possibile, mi sembra che anche quelli che non sono ancora nati debbano già essere in timore per il futuro; a causa di simile genia infatti sono ugualmente esposti al pericolo sia quelli che non sono colpevoli di nulla, sia quelli che commettono molti delitti.

2. Il processo è per me così imbarazzante che fui accusato dapprima d'aver fatto scomparire un olivo dal terreno, e andavano ad informarsi presso i compratori dei frutti degli olivi sacri; poiché per tale via in nulla poterono trovarmi colpevole, ora dichiarano che io ho fatto scomparire un ceppo, ritenendo che tale accusa sia per me più difficile a confutarsi e che a loro riesca meglio dire ciò che vogliono".

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